Parlati con cura

1° dicembre 2020
Ricordo come fosse ieri, la mattina di due anni fa, quando insieme a mio marito andai ad un colloquio informativo per la scelta della scuola secondaria di primo grado di mio figlio Federico.
Ci trovammo con la prof.ssa Linda, una donna energica dai capelli riccissimi (molto più dei miei) e con 2 occhi che parlavano più della sua bocca e per chi la conosce sembrerebbe quasi impossibile.
Dopo una breve presentazione “del caso”, Linda mi chiese: “ma il Fede cosa fa?” …e io iniziai a raccontarle del Metodo Feuerstein, della Comunicazione Aumentativa e di tutte le attività che cercano di compensare i suoi deficit uditivi e cognitivi… Poi Linda mi fermò e mi disse: “noooo intendevo chiedere: a Federico cosa piace fare? Giocare a palla, guardare la TV, litigare con il fratello? …a me non interessa quello che manca io voglio conoscere quello che c’è”.
Woooowww mi salgono le lacrime agli occhi, (ancora oggi a ripensarci).
Quante volte nella mia vita mi sono soffermata sui miei limiti, le mie mancanze. Il mio dialogo interiore davanti alle sfide quotidiane si traduceva spesso in: “sì, ma io non sono brava come…, non so parlare così bene davanti alle persone, non conosco così bene gli strumenti social… e se sbaglio? E se mi giudicano male?…” Potrei andare avanti all’infinito. A te che mi stai leggendo è mai capitato?
Imparare a riconoscere e innalzare quello che c’è di buono nella nostra vita prima di dar troppa voce a quello che manca ci aiuta tutti i giorni a provare, a volte sbagliare e imparare di più e più in fretta le strategie da attivare per raggiungere i nostri obiettivi.
p.s. La prof.ssa Linda è stata di parola. Insieme al suo team da un anno e mezzo costruisce su quello c’è. E i compagni di Federico sembrano non badare a quello che manca!

