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Discepoli di un morto

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Ogni anno arrivo a Pasqua con la gioia della Resurrezione nel cuore. Gesù è risorto nonostante tutto e tutti, è risorto anche per chi non gli credeva, anche per chi lo accusava, è risorto per tutti i suoi discepoli che lo avevano seguito. E penso proprio a loro ai discepoli di allora e a noi discepoli del ventunesimo secolo.

All’inizio di ogni quaresima facciamo propositi di piccole conversioni quotidiane, poi in prossimità del triduo ci accostiamo alla confessione e nell’esame di coscienza ci accorgiamo che quei propositi ce li siamo dimenticati tre giorni dopo esserci impegnati.

La nostra vita, anno dopo anno si riempie di propostiti. Buone idee che fissiamo nel cuore, in cui crediamo profondamente ma che dopo un mese o due dimentichiamo e lasciano il posto ad altro.

Penso alle buone intenzioni di una alimentazione più sana. Meno pasta più verdura…Che ci vuole!

In questi giorni in cui la natura sta colorando alberi e prati di primavera, quanti di noi non pianificano più movimento all’aria aperta?

Oppure sul lavoro, propositi di essere più gentili con i colleghi, addirittura più empatici. Decidiamo di lavorare di più e pure meglio.

Ci proviamo ma il più delle volte stiamo investendo in un nuovo fallimento.

Molliamo e diventiamo così discepoli di un morto. Immagino che, come gli apostoli, anche la gente accorsa per seguire il Maestro, davanti a quell’uomo crocifisso abbia provato incredulità, disperazione. Si sia sentito fragile e vulnerabile.

Morto il santo passata la festa così mi diceva mio padre.

E così nasce lo scoraggiamento, ci si sente abbandonati a noi stessi.

Credo che mai come in questi mesi lo scoraggiamento sia un’emozione diffusa e condivisa. Un senso di impotenza si appropria dei nostri pensieri creativi, della nostra energia vitale, della volontà di esplorare luoghi e relazioni nuove.

Discepoli di un risorto

Ma oggi è Pasqua! Per noi cristiani quel fatto storico non si conclude nella crocifissione ma si adempie nella Resurrezione.

E quindi cosa cambia?

Per me cambia tutto!

Riporta il sorriso sul mio volto. Non ci sono solo io c’è Dio.

Riporta entusiasmo nel mio lavoro. Non ci sono solo io c’è Dio.

Riporta speranza e prospettiva nel domani. Non ci sono solo io c’è Dio.

Riporta fiducia nello sguardo verso l’altro. Non ci sono solo io c’è Dio.

Per voi cosa cambia? Cosa volete che cambi? Pronti a nuovi propositi abitati dalla fede e non dal fallimento?

Buona Pasqua a tutti voi. Siamo portatori di speranza e di novità!

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